Stretching Statico & Dinamico
Quello che oggi chiamiamo stretching nasce molto tempo fa, nell’antico oriente, dove grazie ad una fiorente filosofia la mente e il corpo erano considerati un tutt’uno. Nell’antica Cina l’allungamento era già praticato, a Bangkok statue vecchie di 2000 anni rappresentano soggetti svolgere questo tipo di esercizi.
Vivere lo stretching come un momento di introspezione, curarne i movimenti e percepirne le immediate modificazioni che provoca nel nostro corpo ne facilita e ottimizza il risultato.
Nel mondo occidentale questa attività fa ingresso come parte integrante dell’allenamento dello sportivo grazie a Mr. Bob Anderson che nel 1975 pubblicò un libro – Stretching – dove elenca i benefici e rappresenta diverse proposte suddivise per distretti muscolari.
Perché dovresti inserire sessioni di stretching nel tuo allenamento?
Ci sono 4 ottime ragioni:
– aumenta la flessibilità
– aumenta il range di movimento (ROM) delle nostre articolazioni
– migliora la performance sportiva
-previene seccanti infortuni
Con il termine flessibilità muscolo-articolare si intende la capacità di un’articolazione di muoversi in tutto il suo ROM, è una capacità condizionale facilmente modificabile grazie alla pratica quotidiana.
Esistono diversi tipi di stretching, ne prenderemo in considerazione due: stretching statico e stretching dinamico.
Stretching Statico
Va svolto alcune ore prima o dopo la seduta di allenamento, magari dopo una doccia, quando il nostro organismo è rilassato e si è lasciato alle spalle l’adrenalina o lo stress accumulato durante la giornata lavorativa o la seduta di allenamento. Gli esercizi sono composti da due fasi: la prima prevede la ricerca del massimo allungamento muscolare, la seconda il mantenimento della posizione conquistata per circa 1 minuto. La respirazione gioca un ruolo fondamentale nella ricerca della massima estensibilità; durante l’inspirazione il grado di tensione muscolare viene mantenuto invariato, all’atto di espirazione invece è possibile aumentare il grado di allungamento muscolare. L’unica controindicazione riguarda gli atleti di discipline caratterizzate da un notevole impegno di forza esplosiva, la quale subisce una riduzione a causa della pregressa distensione.
Stretching Dinamico
Può essere svolto in qualsiasi momento della giornata: prima, dopo, durante l’attività sportiva. Non necessità il mantenimento della massima estensibilità articolare. Viene svolto da atleti in prossimità della performance, ed è consigliato per discipline nelle quali siano richiesti movimenti rapidi, anaerobici o aerobici anerobici alternati. Vengono effettuati movimenti di slancio controllato provocando una contrazione agonista (che accorcerà il muscolo) e una antagonista (che lo allungherà) coinvolgendo tendini e muscoli.
Come possiamo dedurre da queste righe lo stretching è una parte importantissima di qualsivoglia pratica sportiva. Per avere modificazioni significative, per migliorare situazioni di irrigidimento muscolare, contratture, per modificare posture viziate: STRETCHING STATICO. Per completare un riscaldamento a 360°, dopo un breve avviamento cardio (corsa blanda, corda, spinning) l’inserimento di esercizi di STRETCHING DINAMICO migliorerà la vostra performance. THINK FIT!